Il Senatore Giordano:
orgogliosi di essere italiani




16/03/2012

Il 17 marzo, festa del 150º dell’Unità d’Italia, è la festa di tutti gli italiani, dentro e fuori i confini nazionali. Perché anche coloro che oggi risiedono all’estero, veri ambasciatori dell’italianità nel mondo, custodiscono intatto l’amore per la propria terra. Il 17 marzo è la giornata del ricordo, per rendere omaggio a tutti quegli eroi e patrioti che, attraverso un intreccio prodigioso di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, sono riusciti ad unificare il Paese anche a scapito della propria vita.

Un’unificazione che fu capace di realizzare il sogno di tutti coloro che credettero nella possibilità di aggregare sotto un’unica bandiera un Popolo che, pur nelle sue differenze, condivideva una storia, una cultura, una lingua ed un territorio comuni. ll 17 marzo è la giornata dell’orgoglio nazionale, l’occasione per ribadire con chiarezza il senso di appartenenza ad un Paese meraviglioso, da sempre al centro della storia dell’umanità. Basti pensare all’Impero Romano, che ha fatto di Roma il centro politico e culturale della civiltà occidentale per diversi secoli, o all’Umanesimo e al Rinascimento, epoca di enorme fioritura delle arti, della letteratura e delle scienze. Maestri come Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Michelangelo Buonarroti, Brunelleschi, Ludovico Ariosto e Niccolò Machiavelli, solo per citarne alcuni, hanno segnato la nascita della cultura moderna. In ogni campo, dall’architettura all’arte, dallo sport alla cucina, dalla moda ai motori, l’Italia ha sempre primeggiato e continua a dettare legge.

Tanto che oggi l’Italia, ‘baciata’ da un clima mite e ‘ornato’ di bellezze naturali ed artistiche irripetibili, è il Paese con il maggior numero di siti patrocinati dall’Unesco ed uno dei paesi più visitati al mondo. Certo, dopo un secolo e mezzo di storia, il Belpaese è profondamente cambiato: ha modificato i propri stili di vita, ha vissuto importanti fenomeni migratori (da paese di emigranti a terra di accoglienza), ha conquistato un posto di primo piano nel panorama internazionale (membro del G8 e G20, è la settima potenza economica mondiale) ed ha affrontato e superato momenti di crisi (dal fascismo alle guerre mondiali, dal terrorismo politico a tangentopoli). Un travaglio storico-politico attraversato da aspre tensioni che ha portato negli anni una ‘giovane’ democrazia come l’Italia ad essere una protagonista indiscussa in Europa e in un mondo sempre più globalizzato. L’augurio è che i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità Nazionale possano costituire un’opportunità per un dibattito pubblico che, coinvolgendo l’intera Nazione, porti a riflettere sul suo passato per interpretare meglio il presente e guardare con maggiore fiducia e consapevolezza al futuro.

Sono convinto che il 150º anniversario dell’Unità d’Italia servirà a far sentire gli italiani ancora più vicini tra loro e ai nobili ideali dei padri fondatori. Riscoprire il significato della bandiera potrebbe essere un ottimo inizio. E allora mi piacerebbe che in questa giornata di celebrazioni in ogni casa italiana sventolasse il tricolore in segno di amore e di attaccamento alla nostra Patria. Un gesto simbolico che dovrà poi necessariamente tradursi in un impegno concreto di tutte le forze politiche per affrontare i problemi del nostro Paese e rinnovare la nostra missione per garantire soprattutto ai più giovani il futuro rassicurante che meritano.

E proprio in memoria dei tanti giovani di qualche generazione fa che si sono sacrificati per la Patria (Goffredo Mameli è morto a soli 22 anni), il nostro compito più difficile ma anche più gratificante sarà quello di trasmettere ai nostri figli l’orgoglio e l’attaccamento per il tricolore. Solo così potremo dire di aver contribuito anche noi, 150 anni dopo, a rafforzare l’unità del nostro Paese. E solo così potremo dire di aver portato a termine la nostra missione più nobile. Proseguendo l’opera dei nostri padri fondatori.



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