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Il Senatore Giordano: “Recupereremo i fondi”



03/03/2010

Per due validi motivi, due anni fa, accettai - da parte del PdL - la candidatura al Senato della Repubblica Italiana: l’amore per gli Italiani all’estero e per la stampa italiana all’estero. Allora – come oggi - pensavo che gli italiani all’estero fossero una risorsa per l’Italia e non un peso: questo mi aveva insegnato la storia, questo sapevo per esperienza personale. E, in quanto direttore ed ex-editore di un periodico di Montréal e membro del comitato di presidenza della Fusie (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero), pensavo – e continuo a pensarlo - che la stampa italiana all’estero fosse l’ambasciatrice dell’italianità nel mondo e, per questo, rispettata. E mi adoperai per presentare in Senato un disegno di legge, firmato anche da parlamentari dell’opposizione, per il raddoppio dei contributi statali alla stampa italiana nel mondo. Battaglia in cui ho dovuto talvolta riscontrare, anche presso alcuni colleghi parlamentari eletti all’estero, un atteggiamento di cautela o di scetticismo. Purtroppo il ddl non è stato ancora calendarizzato per la discussione in aula.

Comunque, nel biennio appena trascorso - pur se, complessivamente, i contributi agli italiani all’estero (e mi riferisco soprattutto alla lingua e alla cultura italiana) sono stati fortemente ridotti – i fondi alla stampa italiana all’estero non avevano subito ritocchi. Il 24-25 febbraio, invece, nel passaggio in terza lettura, alla Camera e al Senato, del “Decreto Milleproroghe”, all’ultimo momento il sottosegretario all’Editoria Bonaiuti vi aggiungeva un comma che taglia del 50%, per il 2009, i contributi alla stampa italiana all’estero: comma che non ha avuto neanche il tempo materiale per essere discusso dalle aule parlamentari. E la cosa ha colto di sorpresa anche me. Soprattutto per il suo valore retroattivo, che taglia doppiamente le gambe a chi, contando sugli annuali contributi della presidenza del Consiglio, ha contratto dei debiti pesanti. Ho allora contattato i vertici del PdL, i quali mi hanno garantito che nei prossimi mesi l’intera materia dei contributi alla stampa italiana all’estero sarà rivista e riformata; ma che ora il Decreto andava votato perché in scadenza. Non mi ero mai sentito, come questa volta , tra l’incudine e il martello.

Pensavo alla crisi economica e ai miei Elettori, alle esigenze di governo e alla Fusie, alle direttive di partito e al Cittadino Canadese. Potevo fare una dichiarazione di voto diversa dal mio gruppo PdL, o votare con l’opposizione, oppure astenermi. Ma ho preferito ragionare più che agire d’istinto: ho votato a favore del decreto. Non perché i miei Elettori e la Stampa Italiana all’Estero non mi stiano a cuore, anzi: ma perché ho voluto dare fiducia alla maggioranza, di cui faccio parte. Una decisione sofferta, che avranno difficoltà a capire sia i miei Elettori che i colleghi giornalisti ed ex-colleghi editori all’estero. Su questa vicenda si sono espressi già in molti, a cominciare dalla FUSIE, ed i commenti sono stati tutti improntati alla delusione e alla protesta, pur con vari distinguo. Ma sono sicuro che il boccone amaro di oggi sarà ampiamente affrancato dalla riforma di giugno, che interesserà tutta la materia. Una garanzia, ripeto, non una promessa. Suggellata anche dall’ordine del giorno presentato dall’opposizione, in Senato, e accolto dal sottosegretario Giorgetti, in base al quale “il Governo si impegna nel reperimento di risorse aggiuntive”, per il 2009. 

E quindi - in previsione della prossima riforma dell’editoria già in discussione e dell’assestamento di bilancio che avverrà entro giugno - sia come presentatore del ddl succitato, sia in veste di dirigente della Fusie, non solo mi farò promotore di riunioni, bipartisan, dei parlamentari eletti all’estero, ma mi attiverò per sensibilizzare i vertici del PdL sulla questione degli Italiani all’estero. Che non vorrei diventasse come la “questione meridionale”. Gli italiani all’estero non sono un peso per l’Italia, ma una risorsa enorme, sotto tutti i punti di vista: non ultimo, quello culturale. In Senato, leader di partito come Gasparri e Quagliarello mi hanno assicurato di voler porre rimedio a questa ingiustizia. Quindi lo si faccia e lo si faccia in tempo.

Il clima in Parlamento e presso le categorie sembra cambiato e le occasioni non mancano, a cominciare dal decreto sullo sviluppo. I parlamentari che hanno a cuore le sorti del pluralismo e della stampa italiana all’estero aderiscano compatti a tutte le iniziative che possano raggiungere questo risultato. Per quanto mi riguarda, farò in modo che gli italiani all’estero recuperino, nel cuore e nell’agenda parlamentare del PdL, il rispetto e l’amore che si meritano. In un momento in cui il cambio di “casacca partitica” va tanto di moda, io ho fiducia nel PdL e resto in trincea. Sicuro, come sono, che gli Italiani all’estero ancora oggi siano del tutto sottostimati: non solo per quanto hanno dato, ma anche per quanto possono dare all’Italia. Voglio sperare che in avvenire, per gli Italiani all’Estero, non ci siano altri schiaffi, come quello del “Decreto Milleproroghe”. Non se li meritano affatto. Roma, 1º marzo 2010 Sen. Basilio Giordano

Italia Chiama Italia - Calabresi nel mondo
Puntata del 6 febbraio 2011 su Rai Italia

Servizi di Cristiano de Florentiis:
Intervista al Senatore Basilio Giordano
Puntata del 6 febbraio 2011 su Rai Italia

 

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all'estero e Berlusconi

Italiachiamaitalia.com - 12 ottobre 2008