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L’INTERVISTA


Sen. Giordano: “Voto all'estero
decisivo per la vittoria al Senato”


di Dario Caselli (PDL SENATO)

Ancora tre settimane e poi la parola passerà agli elettori. E negli ultimi giorni i sondaggi danno il PDL in crescita mentre il PD dimostra di avere il fiato corto. Una situazione che rischia di riportarci al 2006 quando il centrosinistra riportò una vittoria risicatissima, ritrovandosi, poi, senza una solida maggioranza in Parlamento. Per questo ogni situazione viene monitorata attentamente e nulla viene lasciato al caso. E tra questi c'è il voto all'estero che proprio nel 2006 risultò decisivo per gli equilibri al Senato. Ne è convinto il Sen. Basilio Giordano, candidato nell'America settentrionale e centrale, che spiega: "Al Senato si gioca la vera partita politica delle prossime elezioni".


Senatore, come si sta organizzando il PDL per il voto all'estero?

"In Nord e Centro America, insieme al mio caro amico e collega Berardi di Filadelfia, stiamo partecipando attivamente a diversi eventi comunitari per incontrare i connazionali e spiegare loro la nostra proposta politica. Vogliamo rinnovare l’impegno con i nostri elettori per portare a termine il lavoro iniziato nella scorsa legislatura. Una legislatura segnata da una profonda crisi finanziaria, che ha certamente condizionato la nostra azione legislativa senza però intaccare la nostra ferma e decisa volontà di difendere e tutelare gli interessi e i bisogni degli italiani nel mondo. Puntiamo a trasmettere questo messaggio in maniera diffusa e capillare anche grazie all’aiuto delle nuove tecnologie. Per questo motivo abbiamo messo in rete un portale (www.berardigiordano2013.com) e della pagina facebook (pdl dell'America del Nord) dove, oltre a indicare – tra le altre cose - le modalità di esercizio del voto per gli italiani che risiedono all'estero, teniamo al corrente i nostri concittadini su tutte le attività di una  campagna elettorale che si annuncia lunga e avvincente. In più possiamo contare su molti volontari in diverse città nordamericane e sull’appoggio forte di importanti Presidenti regionali (come Scopelliti e Iorio) e provinciali che si sono esposti pubblicamente sostenendo la candidatura mia e dell’On. Berardi".


In sede di riforma della legge elettorale, da più parti venne sollevata la possibilità di abolire il voto all'estero. Che ne pensa?

"Il voto è un diritto costituzionalmente garantito dalla Legge ai cittadini italiani, residenti in Italia ed all'estero. Il suo esercizio, oltre ad essere un dovere civico fondamentale, aiuta a mantenere vivo il rapporto con la Madrepatria. Sarebbe un gravissimo errore abolire il voto degli italiani residenti all'estero. Naturalmente la mia contrarietà, nel caso ciò si verificasse, sarebbe assoluta e incondizionata. Questo diritto costituisce una grande conquista democratica, grazie all’impegno profuso dal compianto ex ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che è riuscito a convincere la maggioranza del Parlamento. Ribadisco: il voto all’estero si può modificare, correggere, ma la sua abolizione è fuori discussione".


Diverse volte il voto all'estero è accostato a notizie di brogli; ritiene che sarebbe opportuno rivedere questo sistema?

"Ad ogni sistema possono essere sempre apportati dei miglioramenti. Ovviamente, per poter attuare delle modifiche sostanziali, si rende necessaria una seria collaborazione tra tutte le componenti politiche. Credo che, con un pizzico di buonsenso e buona volontà, ci si possa sedere attorno a un tavolo e apportare quei  correttivi utili a rendere il sistema di voto all’estero ancora più efficiente e sicuro, mettendolo al riparo da ogni sospetto, speculazione o strumentalizzazione. A questo proposito esistono già diversi comitati di studio in Parlamento che hanno proposto alcune modifiche tecniche per rmigliorare il sistema di svolgimento del voto". 


Qual è il suo programma elettorale? Quale sarà il messaggio che invierà ai suoi elettori, visto anche che all'estero l'elezione avviene tramite il sistema delle preferenze?

"Il programma elettorale prevede dieci punti fondamentali. Impegni chiari, circostanziati e puntuali. 1. Abolire l’Imu sulla prima casa. 2. Riaprire i termini per il riacquisto della cittadinanza per tutti coloro che sono nati in Italia e per i loro figli. 3. Continuare a favorire i rapporti con le Regioni di origine e sviluppare nuovi progetti per le imprese, coinvolgendo in particolare i giovani. 4. Promuovere il ‘Made in Italy’, incrementando gli scambi commerciali e incentivando le sinergie con l’Italia su: innovazione, tecnologia e ricerca. 5. Incrementare i fondi per tutelare e promuovere la cultura e l’insegnamento della lingua italiana, auspicando procedure più facili e veloci per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio tra le due sponde dell’Atlantico. 6. Contribuire a rendere Rai Italia un canale sempre più interessante e di qualità, con un’ampia scelta di programmi culturali, sportivi, di approfondimento ed’intrattenimento; senza trascurare l’informazione di ritorno, con eventi e attività delle Comunità all’estero proposte ai corregionali in Italia. 7. Potenziare le risorse a favore della stampa italiana all’estero. 8. Migliorare i servizi offerti dalla rete Diplomatica-Consolare scongiurandone la chiusura e facilitandone l’accessibilità, per soddisfare prima e meglio le esigenze dei nostri connazionali. 9. Rafforzare l’assistenza sociale dei nostri anziani, facilitando la riscossione della pensione e l’autenticazione dei certificati di esistenza in vita, attraverso gli ufficiali pubblici o la firma elettronica. 10. Riformare gli organismi di rappresentanza Comites e CGIE e favorire un maggiore e più attivo coinvolgimento dei giovani nel mondo associazionistico.


Il presidente Monti ripete spesso che, grazie a lui, è cresciuta la credibilità all'estero dell'Italia. Lei, che è un eletto all'estero, è d'accordo? Anche all'estero Monti è percepito come il signore delle tasse? E qual era la considerazione del governo Berlusconi?

"Proprio nei giorni scorsi, il Financial Times, in un articolo di Wolfgang Munchau, hascritto che "Monti non è l'uomo giusto per guidare l'Italia". Personalmente, credo che la credibilità dell'Italia non sia mai stata messa in discussione. Monti, per compiacere Angela Merkel, ha attuato una politica di austerity oltremodo gravosa, che ha portato ad una depressione dei consumi. Quello che urge, oggi, è la ripresa dell'economia e dello sviluppo e la fiducia degli italiani nel Sistema Italia. Il Governo Berlusconi, il primo e l’unico a istituire un ministero dedicato agli Italiani nel Mondo, è sempre stato molto attento alla politica estera ed ha avuto il merito di promuovere il Made in Italy nel mondo".


Crede che nuovamente il voto all'estero sarà determinante per stabilire gli equilibri politici in Senato?

"Al Senato si gioca la vera partita politica delle prossime elezioni. Potrebbe delinearsi un Senato come quello avutosi nelle elezioni politiche del 2006. Sappiamo tutti com’è finita. Mancano ancora 3 settimane alle elezioni: resto fermamente convinto che il PDL (Popolo della Libertà), sotto la guida del Presidente Berlusconi e del Segretario Alfano, riuscirà a conquistare la maggioranza in Parlamento. Per quanto ci riguarda faremo il possibile per conquistare la fiducia degli elettori nel Nord e Centro America contribuendo così ad un centrodestra forte e compatto, pronto a governare l’Italia per i prossimi 5 anni".
 

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