Il Senatore Basilio Giordano in un’intervista rilasciata
a “Corriere Canadese” e “Insieme”


“Un anno di soddisfazioni”


Bilancio positivo per il parlamentare PdL a un anno dalle elezioni dell’aprile 2008

 

13/05/2009

È passato un anno da quel 29 aprile. Basilio Giordano, quel giorno, se lo ricorda bene, per lui “è stata un’emozione unica”. Dopo l’elezione a senatore della Repubblica italiana, nel Pdl, dagli italiani residenti in Centro e Nord America con più di 13mila voti di preferenza, è già ora di bilanci. Il problema immondizia a Napoli e la questione Alitalia le problematiche più calde tra quelle affrontate. E sono ancora tanti gli ostacoli da superare, ai quali si è aggiunta la tragedia del terremoto in Abruzzo che ha lasciato con “lo stato d’animo affranto”. Tra le priorità dell’agenda parlamentare gli anziani – “mi stanno particolarmente a cuore... ho grande rispetto per i nonni dei nostri figli” - con un occhio di riguardo a tutti gli italocanadesi, al “made in Italy ” e alla promozione della lingua italiana.

È passato quasi un anno dalle elezioni 2008. Bilancio positivo o negativo?
Un anno fa, esatto. Era il 29 aprile 2008 quando ho varcato per la prima volta la soglia di Palazzo Madama da senatore del Pdl. Un’emozione unica. Dopo un anno di attività parlamentare, posso senza dubbio ritenermi soddisfatto. Sono membro della commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, vicepresidente del comitato per le Questioni degli italiani all’estero e vicepresidente della Fondazione Italiani nel Mondo. Tre incarichi che hanno come minimo comune denominatore il “made in Italy ”. Personalmente mi sento soddisfatto per quel poco che sono riuscito a fare: i margini di manovra - a causa della nota crisi mondiale - sono stati davvero pochi. Come maggioranza di centrodestra il bilancio è del tutto positivo. Dopo una brillante vittoria elettorale, ci siamo trovati nel bel mezzo della crisi economica mondiale, da cui stiamo uscendo discretamente bene, prima e meglio di altri. I numeri parlamentari, la coesione interna e il decisionismo del nostro premier Berlusconi ci fanno superare i problemi in modo abbastanza rapido ed efficace.
 

Quali sono i nodi che non siete riusciti a sciogliere?
Appena approdati al governo, abbiamo dovuto affrontare la piaga dell’immondizia a Napoli e la spinosa faccenda Alitalia, che rischiava la bancarotta. Due esempi lampanti di come quello di Berlusconi sia il governo dei fatti concreti. Faccio un rapido riassunto, per difetto, delle altre cose fatte: consolidamento triennale del bilancio pubblico, abolizione Ici, detassazione straordinari, riduzione mutuo, Robin Hood tax, pacchetto sicurezza, immigrazione clandestina, censimento campi nomadi, riforma della pubblica amministrazione, legge contro i fannulloni, lodo Alfano, ddl contro le intercettazioni telefoniche e le violenze sessuali, riforma della scuola e dell’università; riforma dello sciopero nei trasporti; in campo nucleare, accordo con la Francia per la costruzione di tre centrali di ultima generazione; via libera alle grandi infrastrutture, dal Mose di Venezia al Ponte di Messina: entro pochi mesi apriranno cantieri per quasi 18 miliardi di euro; riforma del processo civile; piano sulla casa: meno burocrazia a chi ricostruisce e più alloggi popolari; è stata raddoppiata la lotta all’evasione fiscale e mercoledì scorso il Senato ha approvato il federalismo fiscale che ora è legge dello Stato. Neanche un mese fa, abbiamo fondato il Pdl, assemblando tutte le anime del centrodestra, da Alleanza Nazionale a Forza Italia. La catastrofe del terremoto d’Abruzzo ci ha colto di sorpresa, ma la stiamo affrontando con grande determinazione. L’Aquila è stata scelta da Berlusconi come la sede del prossimo G8, al posto della Sardegna. Uno spot enorme per l’Italia che soffre e risorge.

Quali sono gli ostacoli che avete dovuto superare?
Berlusconi, nei suoi due ultimi governi, ha trovato dei macigni sulla sua strada: in questa legislatura, la grave crisi economica mondiale; nel 2001 si trovò a fronteggiare la crisi che seguì all’attentato alle Torri Gemelle di New York . Ma, in ambedue i casi, lui e i suoi governi ne sono usciti fuori abbastanza bene. Se aggiungiamo anche la catastrofe dell’Abruzzo, il quadro degli ostacoli è completo. L’estrema sinistra ha le unghie spuntate, la Cgil è stata messa all’angolo, i contratti sono stati quasi tutti firmati. Berlusconi viaggia, nel favore popolare, su valori vicini al 74%, primo leader mondiale ad avere questi numeri. Avere a che fare con un’opposizione rissosa e divisa non ci aiuta. Quello che più ci ha deluso è il Pd: prima con Veltroni, e ora con Franceschini, pur se depurata da Verdi e Comunisti, non riesce a darsi una linea, a trovare coesione interna; non ci fa sconti in parlamento: ogni scusa è buona per far ritardare i lavori nelle Commissioni e in Aula. E quindi noi, maggioranza di centrodestra, molto spesso siamo costretti a fare da soli: i numeri ci sono. Il federalismo fiscale è legge, la riforma della giustizia sulla rampa di lancio; la Costituzione va riformata e al premier vanno assegnati poteri più forti, che lo rendano “almeno” uguale agli altri premier occidentali. Ma soprattutto si deve uscire al più presto fuori dalla crisi economica e vanno ricostruite le case terremotate d’Abruzzo.

Il suo programma elettorale includeva anche il rilancio del principio della continuità territoriale agli spostamenti da e per l’Italia. Come vi siete mossi, vista la crisi che ha investito Alitalia?
Per quanto riguarda gli italiani nel mondo, purtroppo la crisi finanziaria internazionale ha condizionato pesantemente l’azione propulsiva del centrodestra. In ogni caso, nell’ultima Finanziaria, io insieme ad altri senatori abbiamo presentato un emendamento, approvato dal parlamento, che ha assegnato 8 milioni di euro agli italiani all’estero, privilegiando i più deboli e la lingua italiana. Ho poi presentato, sempre per gli italiani all’estero, un ddl per la soppressione della tassa annuale sulle concessioni governative per il passaporto per gli italiani residenti all’estero. Estremamente poco, lo so, ma la crisi va affrontata da tutti nello stesso modo: italiani in patria e all’estero. La situazione di Alitalia, come già accennato, non è delle migliori. Quando siamo arrivati al governo la compagnia di bandiera versava in una condizione disperata, con lo spauracchio della bancarotta all’orizzonte. Abbiamo fatto il possibile per tenerla in vita e preservarne “l’italianità”. All’inizio con un prestito di 300 milioni di euro e subito dopo definendo l’accordo con Air France-KLM: una scelta non indolore, ma necessaria. Come parlamentare eletto all’estero mi sono sempre battuto per conservare l’integrità il marchio Alitalia. I concittadini che vivono fuori dai confini nazionali non avrebbero certamente capito l’azzeramento di un formidabile veicolo del “made in Italy ” nel mondo. In questa fase la nuova Alitalia sta completando una strategica, quanto delicata, fase di riassestamento. Superato questo periodo, torneremo sicuramente alla carica per proporre nuove rotte (su Montréal per esempio) ed intensificare quelle esistenti (per Toronto e New York su tutte). La nostra priorità, comunque, sarà quella di migliorare e potenziare le tratte che collegano Roma e Milano con tutte le città del mondo ad “alta densità italiana.
Un altro punto del suo programma riguardava gli anziani e l’assistenza socio-sanitaria. Quali sono le novità per questa fascia di popolazione?
Gli anziani mi sono particolarmente a cuore e costituiscono una priorità nella mia agenda parlamentare. Ogni volta che posso, tornando a Montréal, partecipo con entusiasmo a tutte le iniziative che vedono protagonista la terza età. Ho grande rispetto per i nonni dei nostri figli: sono coloro che hanno vissuto in prima persona il “dramma” dell’emigrazione, tanti anni fa. Ed è grazie ai loro sacrifici che i giovani italoamericani oggi sono perfettamente integrati ed occupano ruoli di prestigio nei Paesi di accoglienza. Gli 8 milioni di euro della Finanziaria scorsa sono stati destinati anche a loro, fascia sociale che richiede la massima attenzione. Nei prossimi 4 anni di attività parlamentare, i provvedimenti per gli anziani, così come quelli per le nuove generazioni, saranno la bussola della mia azione parlamentare. Tutti quelli che hanno le carte in regola, e specie i meno abbienti, devono poter usufruire di una migliore assistenza socio-sanitaria.
 
E per quanto riguarda l’argomento pensioni?

Le pensioni degli italiani all’estero sono legate a quelle che si riscuotono in patria. Su questa materia, proprio l’altro giorno, il ministro dell’Economia Tremonti ha dichiarato che, in queste condizioni economiche, è meglio non procedere ad altre riforme. Lo stesso Franco Marini, senatore del Pd ed ex presidente del Senato, intervistato su Radio3 lo scorso primo maggio, ha detto che la riforma è necessaria, ma non è questo il momento, invitando alla «cautela» ed alla «prudenza» in un momento di crisi economica globale. Ma certamente le pensioni degli italiani all’estero vanno in qualche modo rivisitate. Mi spenderò per vedere cosa veramente di concreto, su questo argomento, si può fare nella prossima Finanziaria.

Come è stato rafforzato il “made in Italy ” in questo anno appena trascorso?
Con il governo Berlusconi, il “made in Italy ” ha subito sicuramente un forte impulso. L’Italia può vantare spiccate eccellenze in diversi campi, dalla moda ai motori, dalla cucina al cinema. Non abbiamo niente da invidiare a nessun altro Paese ed è per questo che il governo mira ad incentivare sempre di più la presenza di imprese italiane nel mondo. Sono le imprese che determinano la ricchezza nazionale, che producono lavoro e fanno girare l’economia. Lo stesso presidente Berlusconi ci ha chiesto di «fare meno politica e più business». Uno degli obiettivi della “Fondazione Italiani nel Mondo”, presieduta dal senatore De Gregorio e di cui sono vicepresidente, è proprio quello di potenziare l’impresa italiana nel mondo. Io personalmente mi sono speso perché vada in porto, entro qualche mese, il gemellaggio tra la Provincia del Québec e la Regione Lombardia.

Quali sono le attività che ha svolto a favore degli italocanadesi che vivono in Canada ? Una delle iniziative promesse riguardava il riacquisto della cittadinanza italiana per tutti coloro che dimostrano di essere nati in Italia e per i loro figli, senza il requisito di residenza in Italia...
Confermo l’impegno per riaprire i termini del riacquisto della cittadinanza. Sono molte le persone, con genitori o nonni italiani, in Nord America come nel resto del mondo, che meritano il riconoscimento di cittadini italiani. È un impegno a cui non mi sottraggo, ma che richiede dei tempi tecnici non immediati. Nei prossimi mesi - di concerto, mi auguro, con i colleghi eletti all’estero, di maggioranza e di opposizione - solleciterò il governo su questo punto e mi auguro di poter annunciare l’apertura di una nuova “finestra temporale” per presentare le domande in tutte le ambasciate e i consolati d’Italia all’estero. Gli italiani che vivono fuori dai confini nazionali sono molto orgogliosi delle proprie origini e rappresentano in molti casi delle eccellenze nei campi più disparati: sono politici, imprenditori, economisti... gente di indubbio valore che, con in tasca il passaporto italiano, rappresenterebbe un valore aggiunto anche per l’Italia. Su preciso input del premier Berlusconi, poi, nei mesi scorsi mi sono fatto promotore, in Canada e negli Usa , dell’apertura di due sedi politiche del Pdl, a Montréal e Filadelfia. Due “punti d’ascolto” dove tutti possono recarsi per esprimere idee, offrire suggerimenti, chiedere informazioni sull’azione di governo e - perché no - “rivendicare” i propri diritti come cittadini italiani.

Ha più volte ribadito l’impegno nella difesa dei connazionali residenti fuori dall’Italia da parte dei parlamentari eletti all’estero. Con l’approvazione dell’emendamento alla Finanziaria 2009, sono stati stanziati due milioni di euro per la promozione della lingua italiana. Quanto ha influito la crisi nella difesa della cultura italiana all’estero?
La cultura ci sta molto a cuore. La lingua di Dante, così come la cultura che porta in dote, costituisce una risorsa ineludibile, su cui non si possono accettare compromessi o mezze misure. La cultura italiana all’estero va preservata, tutelata, promossa e potenziata. Su questo non ci sono dubbi. Purtroppo, però, negli ultimi mesi abbiamo dovuto affrontare una crisi finanziaria mondiale che ha determinato, soprattutto negli Usa ed in misura minore anche in Europa ed in Italia, la perdita di posti di lavoro, la compressione dei consumi e una riduzione di competitività delle imprese. Un fenomeno complesso che non poteva non avere ripercussioni, a 360 gradi, anche sull’azione di governo. Ed è per questo che abbiamo dovuto accettare un ridimensionamento ed una razionalizzazione delle provvidenze per gli italiani nel mondo, anche per quanto riguarda la cultura. Attenzione, però: l’approccio di questo governo verso la lingua italiana è di grande considerazione. In questo primo anno abbiamo dovuto giocare “in difesa”, ma nei prossimi quattro anni anche la promozione della cultura italiana nel mondo subirà una forte accelerazione per rafforzare l’italianità soprattutto tra le nuove generazioni, che sono nate e cresciute fuori dai confini d’Italia e rischiano, quindi, di non poter conoscere, apprezzare e fruire di un patrimonio di assoluto valore.

Pensa che bisognerebbe fare qualcosa in più per le scuole italiane in Canada ?

Ripeto, la cultura va difesa a spada tratta. Superato questo periodo di depressione economica internazionale, anche le scuole italiane in Canada ne trarranno benefici. Gli italiani in Canada sono tantissimi, l’italiano come terza lingua è già nei fatti. Ma, in Canada , ci sono anche tanti portoghesi, greci, ebrei… solo per fare alcuni nomi. Io lascerei alle scuole l’opzione facoltativa, nella scelta della terza lingua; ma è chiaro che se il governo canadese dovesse fare delle scelte precise in materia, personalmente mi spenderei con forza ed entusiasmo per portare la lingua italiana più in alto possibile. Del resto, la nostra è una lingua dolce e armoniosa: è la lingua della storia, della filosofia, del diritto, della moda, dei motori, del cinema, della musica, della cucina. Dubito fortemente che ci sia qualcuno che possa opporsi alla possibilità di rendere l’italiano “terza lingua di studio” sul territorio canadese.


Italia Chiama Italia - Calabresi nel mondo
Puntata del 6 febbraio 2011 su Rai Italia

Servizi di Cristiano de Florentiis:
Intervista al Senatore Basilio Giordano
Puntata del 6 febbraio 2011 su Rai Italia

 

Basilio Giordano (PdL): gli italiani
all'estero e Berlusconi

Italiachiamaitalia.com - 12 ottobre 2008