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IL RICORDO di Marina Cappitti


Il Sen. Basilio Giordano mi
ha restituito l'amore per l’Italia


08/02/2013
Una volta qualcuno mi ha detto che le persone non sono quello che dicono di sè o che dicono altri di loro, ma quello che fanno. Potrei scrivere che Basilio Giordano è una persona onesta, preparata, generosa. Ma per chi non conosce me o lui non significherebbe molto.

La mia descrizione potrebbe essere molto simile a tante altre che cercano - soprattutto in campagna elettorale - di esaltare al massimo persone per convincerne altre a votarle. Sono pochi invece quegli uomini o donne che incontriamo nella nostra vita e che possiamo riuscire a spiegare chi sono non attraverso degli aggettivi ma semplicemente raccontando quello che hanno fatto e cosa ci hanno lasciato. Basilio Giordano è senz'altro uno di loro. Giornalista, politico, marito e padre. Quattro 'professioni' dove quello che conta più di tutto è la verità.

Quando tre anni fa sono andata via dall'Italia ero stanca perchè mi erano state raccontate tante, troppe bugie. Dal primo giorno che sono arrivata nella redazione de 'Il Cittadino Canadese' ho respirato la lealtà delle cose per come sono veramente, delle promesse che vengono fatte solo perchè si è certi che si sarà in grado di mantenerle. La verità dei fatti e dei sentimenti. Quella che mi ha regalato prima l'editrice e moglie Nina sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. E poi Basilio, che mi ha lasciato un altro dono altrettanto grande: la fiducia. Mi ha insegnato che nessuno può costruire nulla se non è disposto a regalare un pezzo di sè. A dare fiducia alle persone che ami, mettersi in gioco creandosi una famiglia, quella che lui ha sempre messo prima di tutto.

Nonostante la distanza, le traversate Roma-Montréal / Montréal-Roma, è stato per me la prova di un'altra grande verità: non importa quanto tempo dedichi alle cose e alle persone, ma la qualità delle ore che spendi. Se buona resterà anche durante tutto il tempo della tua assenza. E ad avere fiducia soprattutto negli altri e in un ideale. Mi ha regalato quello che noi italiani non siamo più capaci di dare perchè diventati diffidenti al punto di concepirlo solo come un rischio e non come un possibile investimento: l'importanza di un'opportunità. In questi anni non l'ho mai visto negare una possibilità e il proprio tempo a nessuno. Anche se questo può comportare spesso delusione, ingratitudine. Basilio ha sempre 'incassato' il colpo, ma non ha mai smesso di investire nelle persone e nelle idee. E che questo venga da un uomo che ha costruito le proprie possibilità da solo varcando l'Oceano e scommettendo su se stesso è stato per me di grande insegnamento. Come lo è stato ascoltare tramite lui, e dal vivo, le storie di tutti gli italiani che hanno lasciato la propria patria per dare un futuro migliore a se stessi e ai propri figli.

Osservare da vicino la sua vita fatta di cose semplici - conservo nel cuore con affetto le cene con la sua famiglia la domenica, le suonate alla chitarra, le cantate insieme la notte di Natale - mi ha fatto capire che per volare alto bisogna avere radici solide, non dimenticare mai da dove si viene. Ecco perchè insieme alla Comunità italiana di Montréal mi ha insegnato ad apprezzare di nuovo l'Italia, stando dall'altra parte del mondo. Il valore delle tradizioni, della nostra cultura, del nostro passato. Ma ancora di più la necessità di coltivarli e trasmetterli ai figli, agli amici, a chi non li conosce. Altrimenti andrebbero persi. Ecco perchè gli auguro di continuare in questo impegno che, da suo, ha fatto anche mio restituendomi con il suo esempio la voglia di portare nel mondo e nella quotidianità l'amore per il nostro Paese.

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